La tecnica di allevamento dei suini all'aperto, nota all'estero con i termini “outdoor”, “plein air” e “sistema camping”, si dif- ferenzia dall'allevamento intensivo in porcilaia per l'impiego di ampie superfici di terreno recintate, all'interno delle quali i suini dispongono di zone funzionali predisposte e attrezzate per l'abbeverata, l' alimentazione e il riposo.

Normalmente si utilizzano recinzioni, strutture e attrezzature di tipo mobile per agevolarne il periodico trasferimento sui diversi appezzamenti destinati all'allevamento. Caratteristica di questa forma di allevamento, infatti, è la pratica di ruotare i recinti nell'ambito di un idoneo piano aziendale di avvicendamento colturale, finalizzato a massimizzare lo sfruttamento agronomico dei nutrienti contenuti nelle deiezioni rilasciate dai suini sul terreno e a minimizzare, al tempo stesso, i fenomeni di inquinamento delle acque superficiali e sotterranee, l'erosione del suolo e i danni alla vegetazione.

Il sistema si basa essenzialmente sull'impiego di recinzioni elettrificate per delimitare le aree di stabulazione e di capannine mobili di varie forme e dimensioni, secondo la fase di allevamento in cui devono essere utilizzate; l'allevamento all'aperto riguarda principalmente i riproduttori, ma può essere esteso anche alla fase di ingrasso, come accade in Francia e in Corsica, per la produzione di suini di qualità superiore.

Nell'allevamento all'aperto s'impiegano tecniche analoghe a quelle normalmente adottate negli allevamenti di tipo intensivo, quali:

  • la conduzione dei suini in bande;
  • l'utilizzazione di mangimi concentrati;
  • la fecondazione naturale o artificiale.

Per conduzione in bande si intende il sistema di gestione dei suini da riproduzione che prevede la suddivisione della mandria in gruppi omogenei di scrofe (fasce di riproduzione), che insieme affrontano le diverse tappe della loro carriera riproduttiva; si attua con lo svezzamento a giorni fissi e con il rispetto di un determinato sfasamento fra i gruppi (intervallo tra le bande). La scelta di opportune linee genetiche può contribuire in modo rilevante al successo della tecnica di allevamento all'aperto. In Francia è largamente impiegato l'incrocio Large White x Landrace, ma esistono anche ibridi ad elevata rusticità, selezionati appositamente per l'allevamento che, generalmente, sono caratterizzate da una quota di “sangue” Duroc (25-50 %). In Italia razze autoctone come la Cinta Senese, il Nero Calabrese o il Nero Siciliano possono essere utilizzate, sia in purezza, sia per ottenere incroci con razze bianche. 

 

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