C'è troppo latte nell'Unione Europea e non è una novità. Quasi tutti i Paesi membri hanno aumentato la produzione, con punte percentuali spesso a due cifre come l'Irlanda (+ 19,5% nel gennaio 2016 rispetto a gennaio 2015) o il Belgio (+17,2%). Il risultato è sotto gli occhi di tutti, con un crollo del prezzo del latte senza precedenti. Si cerca in tutti i modi di correre ai ripari e in questi giorni la Commissione Europea ha deciso di investire 30 milioni di euro per acquistare latte da destinare agli aiuti umanitari in Siria. Destinatari di questo latte saranno 350mila bambini, tanti si conta possano ricevere le confezioni di latte alimentare di provenienza comunitaria. Latte alimentare e non latte in polvere, per evitare la necessità di avere acqua potabile, non sempre disponibile, per ricostituire il prodotto.

Gli obiettivi

I 30 milioni di euro necessari all'iniziativa saranno presi dal pacchetto di 500 milioni di euro che la Commissione aveva stanziato lo scorso settembre per andare incontro alla crisi del comparto lattiero caseario. “Questa iniziativa – ha commentato il commissario all'Agricoltura Phil Hogan – offre due opportunità, assistere gli allevatori in questa difficile fase di mercato, senza distogliere attenzione alla sfida in atto sul fronte della crisi dei rifugiati”. “Questo programma - ha aggiunto il commissario per gli Aiuti comunitari, Christos Stylianides – andrà in aiuto di migliaia di bambini che sono fra le vittime più vulnerabili dei conflitti in atto. Il sostegno comunitario – ha specificato Stylianides – sarà gestito tramite organizzazioni umanitarie che già operano in Siria”. La quantità di latte tolta dal mercato non è molta (circa 40mila tonnellate secondo nostre valutazioni) e non modificherà in modo significativo l'andamento di mercato. Ma cambierà in meglio la condizione di molti bambini e questa è certamente la cosa più importante.

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